
La normalità non è un assioma
di Roberta Monaco
“Quando uno si sente fragile e debole, questo può diventare la sua forza”
Le Donne in Corriera presentano l’ultimo libro di Giorgio Gigliotti: Narciso superstar. Tra le strade di New York. La New Wave negli anni ’80 a Roma. Arte, spettacoli, sesso, scandali e passioni di un ragazzo (Edizioni Croce, 2024, euro 18, pp.136)
11 aprile ore 18,30 libreria Laterza, intervistato da Alberto Barsanti.
Difficile stavolta fare un report dell’ultimo libro di Giorgio Gigliotti, calabrese di origine, spirito libero, scrittore a cui Le Donne in Corriera sono particolarmente legate per le prime visite di studio all’estero (Tunisia e Marocco) coorganizzati e guidati da lui, che ha vissuto sette anni in Tunisia. In una parola: viaggi indimenticabili!
Non è un caso se Alberto Barsanti, chiamato a dialogare con lui, esordisce dicendo che Giorgio Gigliotti è “un narratore capace di smuovere qualcosa dentro”. Certo siamo lontani dalle letture di Islamitudine che ci hanno accompagnate nei viaggi con lui. Adesso è “lui” che si mette a nudo.
Con questo libro dal titolo divertente e attraente: Narciso superstar, l’autore vuole andare à rebours, indietro nella sua vita, non poco avventurosa, ripercorrere luoghi, capire se stesso, ricordare persone/personaggi – più o meno famosi – che arrivano e scompaiono, ma contribuiscono ad arricchire la narrazione che si muove tra New York e Roma dove attualmente (periodicamente?) Gigliotti vive e lavora. Così ci racconta di questa idea, di questo esercizio letterario ma anche personale, una sorta di percorso all’indietro, difficile, della memoria, quello di ritornare a rivivere, da grande, la sua giovinezza, “pensare come potevo pensare, io, negli anni Ottanta”, ci dice, e fissare per sempre con la sua scrittura, a tratti poetica a tratti prosaica, erotica, convulsiva, senza punteggiatura, la sua vita, le sue vite, la libertà sessuale di quegli anni… Preziosi gli appunti, le lettere di amici (calabresi, del liceo) che hanno aiutato la ricostruzione di stati d’animo e tanto altro. Una scusa anche, aggiunge l’autore, per parlare di quel decennio, poco conosciuto, dove a Roma ci sono state cose importanti.
Se le tavole illustrate, in bianco e nero potenziano il ritmo narrativo, bellissimi sono gli aforismi, i corsivi “separativi” mi piace definirli, che, quasi come note poetiche, note musicali “mute”, sembrano intermezzi, brevi pause, riflessioni “consustanziali” alle pagine di questo libro. Romanzo, autobiografia, diario, insieme di racconti? Non ha importanza, è la storia di Narciso, alias Giorgio, che a diciotto anni decide di “partire”, vuole vivere appieno la sua gioventù, sperimentare tutto, sulla sua pelle, sulla sua carne, contro i clichés, l’omologazione, contro la famiglia e a volte contro se stesso, ma sempre alla ricerca di sé. Perché, come scrive, “ Esiste una sola verità. La libertà è mentale, nella vita siamo tutti prigionieri. Punto”. Ma “Se non facciamo niente siamo niente”.
Ecco perché è possibile rintracciare in questo viaggio che è la vita, valori e temi come la solitudine, l’impegno sociale, la famiglia (il mistero che rappresenta un figlio, “un amore smisurato che è senza condizioni”, l’amicizia, la paura, e, in primis, la libertà. Quest’onda che fu la new wave, gli eccessi, travolgono ma non distruggono il protagonista, mentre altri, vittime dell’Aids (la peste degli anni Ottanta), dell’alcool o della droga, si perderanno per strada. Allora, la frase: “L’argilla nei miei piedi può diventare acciaio”, può aiutarci a comprendere la citazione in esergo, e ad amare ancora di più questo scrittore.
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