
Errori, refusi Enigmatiche evoluzioni e altri affascinanti imprevisti.
di Margherita Diana
Terzo incontro dedicato al tema dell’incertezza e alla scoperta di nuove dimensioni in cui tutto si tiene insieme anche se in modo apparentemente incoerente. Orchestra l’incontro il nostro Pino Donghi cercando di far dialogare la Paleoantropologia con la Biologia genetica rappresentate quest’oggi da due personaggi di spicco del mondo della scienza e delle comunicazioni scientifiche il Prof. Giorgio Manzi e la Dott.ssa Anna Maldolesi. Manzi è antropologo, paleontologo, docente universitario, divulgatore scientifico e scrittore, socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei, Direttore della Missione paleoantropologia in Tanzania nei siti di Olduvai e Laetoli, docente e membro fondatore della Scuola di Paleoantropologia di Perugia, ha lavorato a lungo ad Altamura. La Dott.ssa Meldolesi è biologa, scrittrice e giornalista scientifica, scrive sul «Corriere della Sera» e su «Le Scienze», oltre a insegnare al Master in Giornalismo della IULM di Milano, è cofondatrice della rivista «darwin» e collaboratrice di «Nature Biotechnology», il suo Blog, «CRISPeR Mania», ha vinto il Premio Eugenio Aringhieri dell’Osservatorio Malattie Rare.
Pino esordisce mettendoci a parte di una grande verità prendendo spunto da una delle famose citazioni dell’illustre astrofisico e premio nobel Richard Feynman: capire la struttura e i meccanismi dell’universo è in parte abbastanza difficile, alcune domande potranno restare senza risposta ma questa è in fondo la leva della conoscenza. Sappiamo che oggi più che mai il futuro ci appare insicuro. Scoprire da dove veniamo può contribuire a dissipare le incertezze? Probabile! La Paleoantropologia, insegna il Prof, Manzi, è lo studio dell’uomo nel passato remoto. Capire chi siamo oggi attraverso lo studio dell’evoluzione dal tempo profondo a oggi. Lo sviluppo delle teorie evoluzionistiche inizia a metà dell’800, nel 1856 viene scoperto l’uomo di Neanderthal e nel 1859 Darwin pubblica L’origine delle specie dando corpo a un filone scientifico fondamentale. La scoperta di Lucy, in Etiopia nel 1974, lo scheletro di un esemplare femmina, di Australopithecus afarensis è una pietra miliare per lo studio dell’evoluzione. Però, bisogna ammetterlo, siamo per il 98,5% perfettamente uguali agli Scimpanzè!
La spettacolare Anna Maldolesi si domanda cosa sarebbe successo se Darwin avesse incontrato Gregor Johann Mendel il biologo, matematico e abate agostiniano ceco di lingua tedesca, considerato il precursore della moderna genetica per le sue osservazioni sui caratteri ereditari.
Le due discipline viaggiano per binari paralleli e poi si incontrano finalmente nella prima metà del 900 e non si separeranno più. James Watson e Francis Crick, annunciano la scoperta del DNA basata anche sui dati di diffrazione a raggi X di Rosalind Franklin nel 1953, svelando il meccanismo molecolare alla base della vita. Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna (Premio Nobel 2020) mettono a punto il CRISPR-Cas9 rivoluzionaria tecnologia genomica che agisce come una forbice molecolare, permettendo di tagliare, modificare o sostituire sequenze di DNA con alta precisione isolando così virus o malattie gravissime attraverso le cosiddette “terapie personalizzate” che portano a guarigione pazienti affetti da malattie gravissime e incurabili. Siamo arrivati ai nostri giorni.
Passato remoto e futuro creano legami e sostengono il presente.
Abbiamo viaggiato a bordo di un treno con scompartimenti diversissimi e sorprendenti che però sono allineati sullo stesso binario, quello della scienza che si fonde con la nostra cultura ampliando il nostro modo di concepire il mondo. La scienza raccontata e condivisa allarga gli orizzonti e aumenta la consapevolezza e la capacità critica di ciascuno disegnando le nuove mappe del futuro. L’umanità è evoluzione e anche memoria, è bisogno di conoscenza ed è anche solidarietà, sostegno, cura. Sapremo essere all’altezza? Possiamo provarci. Occhi attenti e cuore aperto, mi raccomando.
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