Viviamo – si dice, si ascolta e si legge un po’ dappertutto – un tempo di inquietudini, incertezze e spaesamento. Interrogata al riguardo, qualsiasi generazione confermerebbe di aver vissuto analoghe preoccupazioni: la storia tende a ripetersi, qualsiasi epoca si porta dietro il proprio bagaglio di ansie e timori, il disorientamento essendo il prezzo d’ingresso per ogni possibile, nuovo cammino.
Quello che, ciò nonostante, le DinC riprendono nel 2026, a tre lustri dalla loro ufficiale fondazione, quando le sedici socie fondatrici tutto potevano immaginare meno che contarsi quasi venti volte tante, solo quindici anni dopo. Un successo e una responsabilità.
Che di nuovo assumiamo con gioia pari alla consapevolezza, facendo nostri i dubbi e i turbamenti, in bilico tra un secolo che conta già un primo quarto di vita (e il suo secondo Giubileo), mentre volge lo sguardo oltre l’orlo di quello passato, nella vertigine di conflitti che ci rimbalzano in un tempo che pensavamo di aver sistemato nei libri di storia.
È questa tensione tra un finito, che non sembra passare, e un da farsi che è già tra noi mentre facciamo ancora fatica a capirlo, che il programma delle DinC prova ad orientarsi: è in questa mutevole geografia dell’incertezza che le socie propongono e scrivono i capitoli di una nuova stagione nel 2026. E’ nel camminare che si crea il paesaggio; è nelle attività e nei programmi concreti che si declina la progettualità e si raggiungono gli obiettivi.
Le attività dell’Associazione delle Donne in Corriera coincidono con la ripresa e il raccordo di quelli individuati e raggiunti negli anni precedenti. Prima di tutto nel dialogo tra varie discipline: le arti visive, la filosofia, le forme della democrazia, la geo-politica, la letteratura e anche quella poetica, la scienza, il teatro, la musica; secondariamente, nella scelta dei formati: i dialoghi, le lezioni frontali, le presentazioni di libri, le visite di studio, gli spettacoli teatrali, i laboratori esperienziali e formativi, l’incontro e il confronto con le scuole e le associazioni del territorio.
Perché è la collaborazione e la condivisione la vera moneta corrente di ogni nostra attività, la valuta con la quale scambiamo legami, emozioni ed esperienze. Nei cammini del sapere, la passione ci muove, il libro ci unisce, nell’intento di formare una comunità coesa e legata al territorio. “La vita è un viaggio da fare a piedi”, scriveva Bruce Chatwin, e i nostri cammini del sapere sono stati e sono viaggi per riflettere sul senso da dare alle nostre vite…
Inquietudine, incertezza, spaesamento sono di tutte e di tutti, per ogni dove e per tutti i tempi, ma condividere è la risposta che pratichiamo da quindici anni e che ancora una volta proponiamo come antidoto al disincanto dell’intelletto, alla tentazione dell’isolamento sdegnoso.
In cammino, in corriera, in compagnia. Anche per il 2026, le Donne in Corriera offrono posti finestrino e in prima fila: uno sguardo al mondo, uno alla compagna e al compagno di viaggio.
