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Racconti & Commenti  •  7 Febbraio 2025

Commento post incontro con Caterina Bonvicini, a cura di Patrizia Ripa

Grazie alla nostra socia Patrizia Ripa per le sue riflessioni sull'incontro con Caterina Bonvicini e sul suo libro "Molto molto tanto bene".
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Ci sono due tipi di Mediterraneo: quello bellissimo, verde, in cui nuotiamo per il piacere di goderlo in una bella giornata di sole e quello tragico, in cui si muore. Così esordisce la scrittrice Caterina Bonvicini che questa sera presso la libreria Laterza ha presentato il suo libro “Molto molto tanto bene” con la presenza di Celeste Maurogiovanni e Annalisa Liuzzi. “Molto molto tanto bene”, questo titolo che già fa presagire tanto amore e tanta tenerezza prima ancora di iniziare a leggere questo libro, un titolo sgrammaticato come la storia di questa famiglia vissuta in mare che Caterina Bonvicini ha la fortuna di incontrare in una delle sue esperienze di salvataggio in una nave Ong.
Caterina scopre che si è soli in questa distesa di mare in cui avvengono i salvataggi: c’è sempre la paura di morire, la paura di vederli annegare. Un non luogo, ma nel contempo anche un luogo universale, un luogo di confine tra la vita e morte in cui ci si sente sempre responsabili delle loro vite. Nelle sue esperienze forti, Caterina ha vissuto ben 4 missioni, 19 salvataggi, nessun cadavere, ma sono esperienze inquietanti e talvolta drammatiche. Dal mare, dal salvare 200 persone alla volta, al passaggio alla vita normale. Si salvano tantissime persone. E poi all’improvviso l’incontro fulminante con questa bambina di 5 anni, Amy che sorride e indossa un cappellino di strass.
È l’inizio di un incontro significativo, di una “storia d’amore” tra lei e Caterina, nel febbraio del 2020. Scoppia la pandemia. Cristina e suo marito scoprono che la bambina non è sola. È con la sua mamma, e riporta tutto a doppio, due elefanti, due bambini… e poi ne capiscono il perché. Il suo fratellino gemello era rimasto dall’altra parte della traversata.
Ci racconta che il bambino appare poi su un’altra nave Ong, e che ora stanno bene entrambi. Bellissima testimonianza di Caterina!
Tra le citazioni più inquietanti “La guerra gli era rimasta dentro”. “La vita è bella come le farfalle.” “Boza significa vittoria , vittoria per essere arrivati in Europa!” “Il mare, il deserto non li avevano visti dall’alto, ma li avevano proprio attraversati dentro.” Seguono poi bellissime letture di poesie.
È stato davvero emozionante assistere ad un resoconto di un vissuto personale, di una persona così sensibile, di così grande umanità, ma anche molto forte, molto positiva e determinata nel suo desiderio di aiutare e supportare queste persone che non chiedono altro che VIVERE. Colpisce la sua forza d’animo, la sua determinazione, il suo ottimismo. “Si può davvero aiutare qualcuno? Si può salvare chi non vuole essere salvato?
Si può intervenire nel creare legami familiari ritenuti impossibili? Dopo aver letto questo libro credo proprio di sì.

Patrizia Ripa

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