
Gita ai confini del mondo
Il 12 gennaio 2025 un piccolo gruppo di “corrieriste”, alcune accompagnate dai loro intrepidi compagni, si sono avventurate nella Roma trasteverina per giungere in via della Lungara, sede dell’Accademia dei Lincei, nella quale era in corso una mostra dedicata all’esploratore Marco Polo in occasione dei 700 anni dalla sua morte.
La curiosità imprese del noto viaggiatore è lecita dato che l’Associazione ha nel cuore i viaggi e la conoscenza di luoghi assolutamente preziosi come le biblioteche. Infatti l’Accademia dei Lincei presso palazzo Corsini contiene la pregiatissima biblioteca Corsiniana che ospita la mostra oggetto del viaggio.
Ci accoglie Alessandro Romanello il bibliotecario dell’accademia, di cui riportiamo quanto riscontrato in rete: “Dopo studi di italianistica all’Università di Bologna e alla Scuola Normale Superiore di Pisa, Alessandro Romanello (Piacenza, 1967) ha insegnato nelle scuole superiori ed è bibliotecario presso l’Accademia Nazionale dei Lincei da molti anni. Ha al suo attivo saggi e curatele nel settore della letteratura italiana e della storia contemporanea e una raccolta di poesie (Notifiche d’inesistenza, 2019)”.
La mostra ci conduce nella fascinazione che i viaggi di Marco Polo esercitano ancora oggi. Un mondo molto lontano da noi per dimensioni e per mezzi relativi allo sviluppo della conoscenza che però non ha rappresentato un ostacolo per il nostro viaggiatore. Grazie al suo “Milione” gli orizzonti e il patrimonio di scambi fra Oriente e Occidente sono stati conosciuti dal mondo intero. C’incantano le mappe dettagliate, le immagini delle città e dei luoghi e i preziosi manufatti rappresentativi di quanto narrato da Marco Polo. Sono esposti anche alcuni codici miniati e incunaboli di particolare rilievo per l’aspetto testuale e iconografico; non mancano, infine, fumetti, spezzoni di film e documentari su Marco Polo e i suoi viaggi.
Ma oltre la mostra c’è l’Accademia del Lincei di cui Alessandro diffusamente ci rende edotte. È una delle istituzioni scientifiche più antiche d’Europa fondata da Federico Cesi a Roma nel 1603 insieme a un piccolo gruppo di scienziati con lo scopo di discutere di argomenti scientifici. Il suo nome fa riferimento alla Lince di cui è comunemente riconosciuta l’acutezza della vista, così come acuta deve essere la capacità di “visione” dello scienziato. Attualmente l’Accademia è ospitata presso il Palazzo Corsini e la mostra si snoda proprio nei suoi ambienti e nell’ampio e lussuosamente affrescato salone di lettura della famiglia Corsini realizzato nella metà del ‘700 in uno stile tardo barocco. Il salone nei suoi dipinti è stato modificato dal Bruschi ma conserva intatto il fascino e la maestosità di un ambiente nobile e ricercato.
L’esperienza ci ha fatto dimenticare la fatica del viaggio, il tempo inclemente anche se in verità domenica a Roma non c’è stata pioggia, solo vento pungente e freddo che però ci ha dato la giusta energia nel percorso dalla stazione al ponte Mazzini, vicino Trastevere.
Siamo andate a omaggiare uno scopritore di mondi. Un uomo che senza alcun pregiudizio ha incrociato usi e costumi, culture, religioni, società completamente diverse da quello sino ad allora comunemente comprensibile, testimoniando che il dialogo e la condivisione non hanno confini mentre la diffidenza e la chiusura mentale costruiscono muri invalicabili.
Abbiamo raggiunto i confini del mondo in una fredda domenica di gennaio circondate da pareti dense di storia e piene di antichi tesori, di parole immense e discrete che stanno tranquille riposte dentro scaffali ma che sono sempre pronte a raccontare cose nuove ai nostri occhi curiosi. Grazie all’acutezza visionaria della nostra presidente, alla sagacia dell’apprezzatissimo bibliotecario, alla bellezza di Roma e dell’Accademia dei Lincei ritorniamo a casa come sempre con lo zaino in spalla e un’avventura in più.
Margherita Diana
Altri articoli di Racconti & Commenti
Scopri altre testimonianze e storie che raccontano emozioni, percorsi e momenti condivisi.












