
La cultura non ha prezzo, si sa, ma per le Donne in corriera, ogni libro, anzi ogni “pezzo” di libro ha un valore inestimabile, ed ecco un progetto tagliato a misura su di noi, su di loro, insomma su tutti i partecipanti, perché no? anche esterni. Serve un luogo, meglio se una libreria, un padrone di casa, meglio se donna, del tempo: un paio d’ore di quei vuoti pomeriggi domenicali da riempire, e tante letture, o tanta voglia di ascoltare, semplicemente per ricordare, o imparare, o imparare a leggere, anzi a ri-leggere, partendo da un tema dato.
I nostri incontri (dal nome della celebre libreria barese) Le Laterziane si inseriscono così nel folto programma annuale dell’Associazione, con appuntamenti precisi ma in realtà da precisare proprio grazie alla nostra volontà di leggere, alla nostra fantasia, alla nostra capacità di ricordare e far ricordare. Gli incontri hanno rappresentato questo: un momento nuovo di aggregazione, condivisione, adesione emotiva, voglia di “letture”, qualche guida preziosa e la volontà, come sempre, di mettersi in gioco, o semplicemente di mettersi a leggere. Provo a tradurre l’incipit del mio scritto. Il luogo, ovvero la “nostra” libreria, a Bari, non può che essere la storica libreria Laterza; la padrona di casa: Maria Laterza, inutile presentarla, che, scusate il gioco di parole, la fa da padrona; un calendario: La-terza domenica pomeriggio del mese, ore 18; un tema? A questo ci pensano le Donne in Corriera, basta leggere il programma annuale e cercare poi “il pezzo giusto”, riprendere dalle nostre librerie un libro dimenticato o forse solo impolverato, risfogliare quel volume (un libro può avere una risposta diversa, persino opposta, ad ogni lettura) dove pensiamo ci sia una pagina almeno che possa rievocare il tema prescelto, e magari leggerla con passione. Si “passione”, perché è questo l’ingrediente principale delle attività, tra cui scelgo di parlare delle Laterziane, di questo gruppo, non solo al femminile, di accanite lettrici. Certo i dati sulla lettura di questi tempi non sono confortanti, ma noi crediamo che i lettori sono tanti, almeno potenziali, ed è questo il fine e il mezzo, per così dire, dell’associazione. “Esistono libri prismatici, fuori misura. Ed esistono i lettori, con le loro domande e i loro stessi occhi ogni volta diversi che cambiano i libri” (Marino Sinibaldi, Un millimetro in là intervista sulla cultura,Editori Laterza, 2014,p.127); è un po’ quello che cerchiamo di fare, con la nostra “oralità” che sembra superare la staticità del libro e ridarne valore e senso, anzi sensi possibili. Così lo spazio chiuso di una bella libreria si trasforma in uno spazio aperto di proposte, ascolto, dibattito, condivisione, riflessione: “fare cultura è immaginarsi come l’anello di una catena, come un albero di trasmissione che ascolta, riceve pensieri, a volte li estorce e poi li trasmette”(Id.p.128). Ed il cerchio dei lettori si chiude per aprirsi a nuove interpretazioni, la cultura, attraverso la lettura è fonte di piacere, soprattutto se il libro, anziché “scaricare” (che brutta parola poi!) lo puoi toccare, sentire, vedere, anche con gli occhi degli altri…
Come dice Michel Serres, la cosa più importante è che si trasmetta il più possibile la conoscenza, aggiungo, non come semplice “travaso culturale” ma come uno spazio di libertà in cui ogni parola conta. Allora il nostro passaparola diviene significativo, il nostro aggregarci “fisicamente” ma come individui con gusti diversi, perché connettere non vuol dire condividere (digital divide), diviene fondamentale il nostro porci domande diverse su uno stesso testo, che magari, letto anni addietro non aveva lo stesso sapore, e, ultimo ma non meno importante, poter avere una sorta di mecenate moderno nella persona eclettica di Maria Laterza, sempre pronta a presentare, chiosare, ma soprattutto consigliare i libri possibili e im-possibili…
Alla base il nostro bisogno di relazione, di socializzazione, di appartenenza. Le motivazioni, le pulsioni della lettura. Oggi tuttavia “leggere è una possibilità tra le altre”. Per noi leggere conta e la cultura serve soprattutto a metterci in discussione, non a confermare ciò che sappiamo o rafforzare ciò che siamo, la forza del libro sta proprio in questo continuo rinvio al mondo, alla conoscenza del mondo, poiché non ci basta quello che si fa o si sa.
Altro punto forte dell’iniziativa: se la lettura è una forma relativa di isolamento, una forma salutare di separazione, il modo di stare insieme, leggere insieme, scambiare punti di vista, rende questa attività meno individuale e più sociale, di scambio, dove il valore della differenza genera movimento e pensiero.
Il ciclo delle Laterziane si è aperto Domenica 19 gennaio 2014 con la rassegna “A righe e a quadretti: quaderni di alfabetizzazione civile”
- Domenica 19 gennaio “ Vivere per addizione”, dal titolo dell’omonimo romanzo di Carmine Abate.
- Domenica 16 febbraio “La differenza non è una sottrazione” dal titolo del libro curato da Silvana Sola e Marcella Terrusi. E’ intervenuta la nostra socia Alba Russo
- Domenica 16 marzo “ Crescete e moltiplicatevi”, sulla cultura del dono. E’ intervenuto Gianvito Giannelli.
- Domenica 18 maggio, con un titolo impegnativo tratto dal De bello gallico, “ Divide et impera”, la rassegna si è conclusa con la partecipazione di Don Rocco D’Ambrosio
E’ proseguita poi nel 2015 sempre alle ore 18, ma di sabato, da gennaio a maggio 2015, con il titolo “Letture in Cerchio per lettori al Quadrato”, ovvero figure geometriche nello spazio di una libreria. Ci eravamo lasciati nel 2014 con “divide et impera” del De bello gallico e ci ritroviamo quest’anno con “unisci e guida “di Goethe, proponendo letture in cerchio per contagiare più lettori.
Da buona francesista mi piace chiudere con la metafora di Voltaire, coltivare il proprio giardino va bene, ma bisogna cercare ancora, leggere. “Leggere tanto ha significato indipendenza e autonomia e, al contempo, appropriazione del mondo: conoscendolo, facendolo (o provando a rifarlo…), ma intanto leggendolo.”
Altri articoli di Racconti & Commenti
Scopri altre testimonianze e storie che raccontano emozioni, percorsi e momenti condivisi.












