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Racconti & Commenti  •  14 Luglio 2016

A Silvia, pardon, a Silvio … Perrella: “Le donne in corriera” invitano il grande critico letterario alla Laterza

L'ultimo incontro delle Donne in Corriera alla libreria Laterza ha visto come ospite lo scrittore Silvio Perrella.
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di ROBERTA MONACO

“La cultura non è solo aver letto i libri, ma aver lavorato per capire” (G.Parise)


L’ultimo, ma non il meno importante, incontro alla libreria Laterza in collaborazione con la nostra Associazione (Donne in corriera) ha visto l’11 luglio alle 18,30 due presenze di grande spessore culturale quali lo scrittore palermitano (residente a Napoli) Silvio Perrella, autore di Addii, fischi nel buio, cenni (Neri Pozza, 2016, pp. 383, euro 18), e Rita Ceglie, (chi non vorrebbe averla avuta come docente di lettere?), che ha avuto il piacere di intervistarlo e di farci ascoltare, grazie alla lettura “emotiva” di due sue brave maturande, alcune pagine di Letteratura, con la lettera maiuscola. Questa volta non siamo di fronte a un romanzo, bensì ad un imponente volume che raccoglie un insieme di saggi scritti nel corso di trenta anni, la cui tripartizione è ben delineata sin dall’indice: Anni Ottanta, Anni Novanta, Nel Duemila. Un vero e proprio viaggio nella “ generazione dei nostri antenati”, come si legge nelle prime pagine rivolte“Al lettore”. Il titolo del bel libro è tratto da una poesia di Eugenio Montale del’39, anno in cui vede andar via la donna amata, Clizia, ebrea, murata, come un automa, in un periodo (nel ’38 c’erano state le leggi razziali) in cui la Storia, è al centro “dei propri interessi e dei propri destini”. L’addio il fil rouge, perché gli abiuri, addii, i fischi nel buio e i cenni sono diventati gli emblemi di un mondo la cui conoscenza passa attraverso quegli scrittori – ricchezze a cui abbeverarsi – che ebbero la possibilità di essere giovani donne e uomini in un momento in cui l’Italia da monarchica diventava repubblicana. Stare ‘dentro’ la storia, anche se in maniera diversa, ‘ombre’ (sull’importanza di questa parola si potrebbe parlare a lungo) che hanno lasciato un segno importante, come certe favole possono lasciare (Hansel e Gretel non sono la sintesi di quel che siamo oggi?).

Questi antenati, che potrebbero sconfiggere la catastrofe culturale odierna, sono autori come Leopardi, Lalla Romano, Maria Corti, Cesare Garboli, Italo Calvino, Annamaria Ortese, Pasolini, Sciascia, Raffaele La Capria, Goffredo Parise, la cui foto compare in copertina. Leitmotiv è la prosa che fa l’occhiolino alla poesia (Sillabari). Le parole suggeriscono, la musica dà il sentimento, come i racconti di Parise. Gesto conoscitivo dello scrivere e gesto del vivere non sono fenomeni disgiunti ma intrinsecamente legati. E di legame vero si può parlare quando sentiamo il saggista citare Calvino, su cui ha fatto la propria tesi di laurea, o La Capria che legge se stesso come se fosse un altro: proprio come si sente Perrella alla fine di ogni libro, come se quest’ultimo non gli appartenesse più, una volta pubblicato…(Alessandro Laterza ci tiene invece a ricordare nella sua breve presentazione dell’autore che il suo “battesimo”, ovvero la prima pubblicazione, è avvenuto con la casa editrice Laterza), ma le domande puntuali, profonde come scavatrici, della professoressa Ceglie lo portano a riflettere ancora e ricordare qualche aneddoto personale davanti al pubblico, che non esita a intervenire.

E per tornare a La Capria (tra i miei poeti preferiti), anche il fitto parterre (e non solo di donne in corriera) sembra in uno stato di “narcosi”. Applausi. Sorrisi, quando, la Presidente Gabriella Caruso consegna la piccola corriera-simbolo dell’Associazione e le borse con il logo agli invitati. Poi, l’immancabile foto di gruppo.

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