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Racconti & Commenti  •  18 Febbraio 2026

Commento post secondo incontro dei Dialoghi, a cura di Magherita Diana

Margherita Diana condivide la sua riflessione dopo il secondo incontro dei Dialoghi delle Donne in Corriera.
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Relatività,, indeterminatezza, incompletezza e altre rivoluzioni del pensiero, ovvero “una nessuna e centomila”

di Margherita Diana


Secondo appuntamento della rassegna dedicata alle “geografie dell’incertezza” realizzata dall’associazione Donne in Corriera, sul palco oggi Enzo Barone, fisico teorico dell’Università del Piemonte Orientale, esperto delle caratteristiche dell’universo e collaboratore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), autore di libri sulla fisica delle particelle insieme a Francesca Romana Capone studiosa di letterature comparate, i suoi interessi di ricerca riguardano i rapporti tra la scienza e le discipline umanistiche. Modera Pino Donghi che offre ai due relatori l’opportunità di interfacciarsi dando spazio a una prospettiva interessante di transizione della letteratura romanzesca, in particolare il genere poliziesco, dal positivismo ottocentesco al probabilismo delle teorie della relatività e della fisica quantistica. L’universo deterministico dell’ottocento nel quale Dio era l’orologiaio di un meccanismo perfettamente razionale e dunque misurabile lascia spazio all’indeterminazione propria della fisica quantistica e della relatività le cui condizioni non sono assolutamente prevedibili. Il passaggio cruciale dalla determinatezza alla complessità.
I primi venti anni del ‘900 segnano questi cambiamenti radicali con le scoperte di Einstein sulla relatività e, per la fisica quantistica, con Heisenberg e il suo principio di indeterminazione. E pensare che poco tempo prima nel 1894, il fisico statunitense Robert Michelson asseriva che “i principi fondamentali della fisica fossero in gran parte ben consolidati”. La panoramica letteraria nuota in mari aperti e incontra autori come Edgar Allan Poe, Artur Conan Doyle, Carlo Emilio Gadda, Luigi Pirandello, Ian MacEwan e altri ancora.
Nella platea c’è un silenzio attento e partecipe, acquisire la consapevolezza di una lettura diversa che abbraccia non soltanto la dinamica di un testo ma che lo rende interconnesso con i diversi strati di realtà contemporanei crea una visione d’insieme stimolante e fascinosa. Come si dice “tutto è relativo”, e la scienza sicuramente apre una breccia nel pensiero collettivo determinando i cambiamenti necessari all’evolvere della società e della cultura. Abbiamo sicuramente davanti a noi un mondo complesso, che continuamente modifica i suoi contenuti, i punti di riferimento, le teorie e le certezze si dipanano in mille rivoli diversi. Il romanzo poliziesco ingloba una trasformazione che risente della evoluzione scientifica come mutazione di pensiero sociale. Una visione della letteratura che “respira” altri mondi e si diversifica.
Quindi, per fare un esempio, come potrebbe rispondere oggi il nostro investigatore preferito Sherlock Holmes se il suo fedele braccio destro gli domandasse:
“Holmes che probabilità ci sono che l’assassino sia proprio il soggetto più sospettabile?”
“Una, nessuna e centomila direi. Elementare Watson!”

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