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Racconti & Commenti  •  26 Gennaio 2026

Commento post primo incontro dei Dialoghi, a cura di Margherita Diana

Margherita Diana condivide la sua riflessione dopo il primo incontro dei Dialoghi delle Donne in Corriera.
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“Grifoni ibridi chimere cloni e altri esseri fantastici”

di Margherita Diana


Siamo al primo dei Dialoghi delle Donne in Corriera, ciclo d’incontri presso il teatro Abeliano, quest’anno giunti alla VIII edizione. La tematica è quella delle “geografie dell’incertezza” come ci illustra l’infaticabile Pino Donghi: direttore artistico, editor, conduttore, curatore di collane editoriali, saggista e scrittore nonché appassionato ammiratore dell’Associazione Donne in Corriera. Come sempre indaga con un “pensiero laterale” le tematiche della società contemporanea coinvolgendo il pubblico con professionalità ed eleganza. Quest’oggi si riferisce al più classico e al più “dubbioso” dei personaggi letterari conosciuti: l’Amleto shakesperiano che esclama: “Il tempo è fuori dai cardini. Dannata sorte essere nati per rimetterlo in sesto”, percependo il disordine morale e sociale che lo circonda, un’epoca di profonda crisi, di caos senza punti di riferimento. Epoca che sembra proprio la nostra. Capire ciò che è naturale e ciò che è artificiale diventa sempre più complesso, i confini si slabbrano e nuovi orizzonti si profilano davanti a noi che cerchiamo di “dare un ordine alle cose” senza arrenderci mai pur sapendo che quell’ordine in verità non esiste.

Parliamo di grifoni, ibridi, chimere, cloni e altri esseri fantastici insieme a:
Antonella Prenner, scrittrice e studiosa, insegna lingua e Letteratura latina all’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Autrice di diversi saggi e dell’Antologia della letteratura Latina ora in uso nelle scuole italiane. Lei è una Donna in Corriera e il suo calore e la sua proverbiale eloquenza sono un grande dono per chi l’ascolta.
Carlo Alberto Redi, biologo e saggista italiano, è stato professore ordinario di Zoologia presso l’università di Pavia e professore a contratto presso l’Istituto Universitario di Studi Superiori. Accademico dei Lincei e socio onorario della Società Genetica del Cile, è autore di articoli scientifici e libri.
Manuela Monti, docente di istologia ed embriologia presso l’Università di Pavia e responsabile del centro ricerche di medicina rigenerativa della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia. Svolge ricerche sulla gametogenesi femminile e sulla biologia delle cellule staminali in collaborazione con istituti di ricerca in USA e Giappone. È autrice, con C.A. Redi, di diversi saggi di divulgazione scientifica tra cui l’ultimo ha per titolo “Genomica Sociale”.

La platea viene trasportata in una realtà scientifica affascinante e inquietante nello stesso tempo. La narrazione del prof. Redi, un uomo dal temperamento sagace e molto coinvolgente, s’interseca con le visioni mitologiche dell’antica Grecia e le nozioni scientifiche di Lucrezio affabulazioni di cui solo la prof.ssa Prenner è capace. La Prof.ssa Monti è ammaliante mentre racconta il mistero della vita che si compie nel suo microscopio quando avviene la differenziazione cellulare. Vedere osservare capire la differenziazione cellulare questo è l’ambito dei nuovi studi di embriologia.

Del resto la natura stessa è piena di figure straordinarie, ha i suoi Ibridi ovvero il mulo, il bardotto oppure i suoi cloni come ad esempio i gemelli omozigoti, perfino le chimere come l’Ornitorinco un animale morfologicamente molto diversificato, oviparo e mammifero insieme, con arti piccoli e palmati adatti al nuoto, muso piatto a becco d’anatra. Certo non è il mostro della mitologia greca con il muso di leone, il corpo di capra, la coda di drago e vomitante fiamme però è certamente un animale complesso. Anche le donne dal punto di vista genetico sono delle chimere poiché il cromosoma X preponderante che si trova nelle cellule determina lo spegnimento dell’altro cromosoma X in ogni singola cellula in modo assolutamente casuale per consentire l’equilibrio complessivo dell’organismo e questo rende il femminile genetico un’assoluta particolarità: una chimera. Chi l’avrebbe mai detto!

Abbiamo appreso dell’umanizzazione dei maiali con lo scopo di riprodurre organi più compatibili con quelli umani, del trapianto di feci per eliminare batteri mortali nell’intestino, di rigenerazione della pelle per curare grandi ustionati come i giovani di Crans-Montana.
Viene da pensare al mondo fantastico del film Poor Things (Povere Creature) film del 2023 diretto da Yorgos Lanthimos che ha vinto il Leone d’oro al festival del cinema di Venezia e ben quattro premi Oscar tratto dal romanzo omonimo di Alasdair Gray. L’abbiamo visto in molte e ci siamo sicuramente fatte delle domande. La nostra continua ricerca di dare un ordine alle cose s’infrange comunque difronte alla sofferenza. La cura di gravi malattie come il cancro oppure come quella dei bimbi farfalla è la motivazione che spinge i nostri scienziati a non arrestare la ricerca senza stravolgere la natura ma lavorando con vita che da essa proviene. Nuove storie, nuovi traguardi, incertezza e curiosità, forse evoluzione?

Ottimo inizio, si comincia a riflettere, anche quest’anno cogliamo il guanto, la sfida ci piace, la conoscenza non ha confini e la nostra epoca in cui tutto vacilla può essere anche quella in cui l’equilibrio non è la stabilità rassicurante ma il frutto di continue oscillazioni, cambiamenti. Un movimento incessante come il respiro o il battito del nostro cuore.

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