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Racconti & Commenti  •  15 Ottobre 2025

Commento post incontro con Piero Meli, a cura di Roberta Monaco

Roberta Monaco condivide la sua riflessione dopo l'incontro con Piero Meli che ha presentato il suo libro "Piccoli miracoli sotto la pioggia".
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“Quando la pioggia può fare ”piccoli” miracoli…”

di Roberta Monaco


Il secondo incontro organizzato dalle Donne in corriera si è svolto in una nuova location, molto ospitale e colorata, ricca di foto e di arte, la sede di Banca Generali private, in via Calefati 50, ed ha visto una folta e assai dinamica partecipazione, nonostante la pioggia incessante, che, in linea con il titolo del libro scelto per la presentazione Piccoli miracoli sotto la pioggia sembra, come dice l’autore Piero Meli, proprio “battezzato dalla pioggia”.

Dopo l’introduzione del Dott. Francesco Notaro, padrone di casa, la presidente Gabriella Caruso ha richiamato brevemente il ruolo e gli obiettivi dell’associazione : “la cultura come un viatico di conoscenza e crescita”, il programma della prossima settimana, e l’importanza dei sodalizi che l’associazione promuove, come questo di oggi; poi ha presentato l’autore e lo ha descritto come un pittore della narrazione, fatta di racconti che sono poesie narrate, pennellate come quelle bellissime sulla copertina del libro, che disegnano appunto la pioggia. Cinzia Cognetti, scrittrice e molto altro (anche compagna dell’autore), ricorda che la pioggia (con Milano grande protagonista del libro), è stata fonte di ispirazione per molti autori famosi come Garcia Marquez (Macondo) e tocca, attrae le corde più profonde di Piero Meli, lo porta sempre a “guardare oltre”.

Così ha fatto a Milano, a fine estate, in un tassì, quando a causa dell’incessante poggia l’autista imprecava perché non riusciva ad andare dove voleva, finché non vide una donna con un cappotto rosso attraversare la strada e cambiò improvvisamente umore. Ecco perché alla prima domanda di Cinzia Cognetti sulla scelta di questo colore, Meli risponde che è il colore che predomina sui colori freddi, sul grigiore, che nella rappresentazione figurativa è amore, passione, carnalità, ma anche pericolo (il semaforo, il sangue…), insomma è un colore che esercita attrazione su di noi, al punto da diventare uno stato d’animo, un personaggio, un catalizzatore. Scrittura cromatica? Beh, non è un caso, per Cinzia Cognetti, che Piero Meli sia anche un fotografo e che le due attività si possano intersecare, contaminare.

Così l’autore, seduto per giorni in piazza San Babila, piuttosto insignificante, ha “fotografato” personaggi diversi, che si incastrano, e da diverse prospettive, affinché fossero più credibili, ed ha scelto tanti nomi diversi (così risponde anche alla domanda della Presidente), per questi personaggi/persone, poiché essi sono reali, hanno una connotazione di vero, sia per lo scrittore che per il lettore. Dietro la ricerca di nomi come Demetrio, Elena, ci sono storie autobiografiche, destini, opportunità mancate, scelte e pentimenti, proiezioni di desideri, dilemmi, perché si tratta di … umanità. Umano, troppo umano, questo romanzo corale, che lascia spazio alla speranza (Caruso), a quei “piccoli” miracoli, possibili quando si ha a che fare con persone più che personaggi, con la fragilità umana dunque. Come l’artista fa con l’arte, lo scrittore prende la realtà e la trasforma liberamente.

Così come libera è la lettura di questo bel libro, che ha un prologo e un epilogo, ma che si può leggere anche partendo da un capitolo o secondo l’ordine che possiamo stabilire noi. E così gli intervenuti scelgono di leggere estratti di questi racconti che subito attraggono, come la dama in rosso, misteriosa, che fine farà? Chissà, certo, quando usciamo da questo luogo magico, la pioggia, come in questo libro, non è più qualcosa di negativo e fastidioso, ma invita a prendersi il proprio tempo…, e soprattutto a leggere!

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