
Roma 17-19 febbraio 2023
Qualche riflessione post viaggio a Roma con Francesco Erbani,
a cura di Patrizia Ripa. Febbraio 2023
Visitare la biblioteca Angelica nel cuore di Roma con quei maestosi e antichi scaffali delle librerie, con la magistrale spiegazione fornitaci dal direttore che ci ha mostrato esempi di pagine di scritti antichi mai viste prima, è stata un’esperienza inebriante. Quanta maestosità , quanta bellezza che “dovrebbe” salvare il mondo. Eravamo tutte prese da questa immensità di emozioni e da un senso di ammirazione per come si può conservare così bene il passato. (Unica perplessità : perché tenerla aperta per brevi archi di tempo della giornata con la sete di conoscenza che c’è! Mancanza di personale, solite cose italiane. In molte sedi estere le biblioteche sono aperte fino a mezzanotte per rendere più fruibile la cultura)!!!
Dopo questa immersione nel bello, nel bellissimo, il giorno dopo abbiamo visitato un quartiere molto depresso: Corviale. L’obiettivo sarebbe stato mettere a confronto realtà molto diverse, troppo diverse. Purtroppo la biblioteca Nicolini che avremmo dovuto visitare era chiusa, ma è stato ugualmente proficua la nostra visita perché siamo venuti a conoscenza dei veri problemi delle periferie di Roma. Ci sono state spiegate tutte le difficoltà incontrate per creare centri di aggregazione tra i giovani in un quartiere così malfamato e tutti gli sforzi per rendere la loro vita più accettabile, meno squallida, con contributi culturali che potessero coinvolgere le famiglie, i giovani e la scuola, inserendo attività interattive come la visione di film e le discussioni di libri.
Cosa si può fare per elevare un minimo le disperate condizioni materiali e psicologiche di queste comunità… tutte noi ci abbiamo sicuramente pensato e soprattutto dopo la visita agli appartamenti del cosiddetto “Serpentone “, un chilometro di case-cella in cui vengono letteralmente “ buttate” le famiglie che fanno del loro meglio per vivere in maniera dignitosa. Personalmente sono rimasta molto colpita dalla visione di questi micro appartamenti senza balconi, agglomerati di cemento e internamente attaccati l’uno all’altro con ballatoi comunicanti… ci hanno mostrato una specie di “ museo delle memorie“ degli alloggi del quarto piano, con fotografie degli interni di alcune famiglie che sono state poi spostate altrove per rendere questa sala “ condominiale”. Eravamo tutti perplessi, abituati ai nostri agi quotidiani che diamo per scontato. Qualcuno tra noi ha chiesto “ma perché invece di restaurare non buttate tutto a terra e costruite degli alloggi più umani, più decenti? “ la loro risposta è stata “ e dove le spostiamo le 1500 famiglie attualmente presenti?”
Una mattinata scioccante, personalmente non avevo mai visto cosi da vicino realtà del genere. Immagino sia così anche altrove, da Scampia al Bronx, ogni città ha in suoi luoghi off limits. Ognuno di noi non vuole vederle queste realtà perché fanno male, ma è giusto anche conoscerle, affrontarle per quel che si può , o quanto meno prenderne coscienza.
Questo è quello che più mi piace della nostra associazione “Donne in corriera” , ci sono tante iniziative interessanti, tanta cultura, tanti libri e tanta bellezza da scoprire nelle letture, ma soprattutto tanta attenzione al sociale e questo per me non può mancare. Prediligere le questioni sociali per me rappresenta una nota fondamentale per non inaridirsi in una cultura fine a se stessa, e questo è quanto -per quel che ho potuto constatare – riescono realmente a fare le donne in corriera, con tanto impegno e tanta con passione.
Patrizia Ripa
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