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Racconti & Commenti  •  25 Giugno 2026

Commento post visita studio a Taormina a cura di Patrizia Ripa

Patrizia Ripa condivide la sua riflessione dopo il viaggio studio a Taormina, dal 15 al 21 giugno 2026, in compagnia di Alfio Bonaccorso.
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Report di viaggio Taormina 15-21 giugno 2026

di Patrizia Ripa


E siamo giunti alla fine di questa bella settimana siciliana. Taormina, 15-21 giugno 2026, con le Donne in Corriera. Primo giorno: incontro presso il palazzo Corvaja, con Alfio Bonaccorso, persona colta e squisita, autore del libro “Taormina da Oscar Wilde a John Steinbeck” che ci spiega un po’ di storia della città. Alfio è anche l’organizzatore del festival culturale Ta@buk che prevede incontri con autori famosi e presentazione di nuovi libri.

Che vuoi di più dalla vita… sole, mare, paesaggi mozzafiato e in più tanta cultura! Luoghi archeologici come le Numachie, i giardini comunali con il tocco inglese… la sosta alla biblioteca comunale che nasce come biblioteca per forestieri, che sono quelli che sono venuti in Sicilia sin dal 700, epoca del Grand Tour. Alfio ci parla della Piazza IX aprile dove si terrà la maggior parte degli incontri di Ta@buk. Ci spiega perché si chiama Piazza IX aprile, che non è una data storica ( si riferisce a quando ci fu voce dell’arrivo dei garibaldini il IX aprile 1860, che in realtà avvenne un mese dopo) però rimase questa data dettata dal “sentimento collettivo”.
Mi piace molto e mi colpisce molto questa idea del “sentimento collettivo”. Ci affascina il modo di parlare di Alfio, così competente, così amichevole, così delicato e sensibile al bello, all’arte.

Ce ne accorgeremo man mano che continuano le nostre visite che culminano l’ultimo giorno con la scoperta della casa Cuseni e la sua straordinaria storia che parte dall’artista Robert Hawthorn Kitson fino ai nostri giorni, oggi museo e patrimonio dell’ UNESCO.
Accanto a queste scoperte culturali si affiancano le scoperte di paesaggi strepitosi, le belle passeggiate, le gite in barca, l’escursione sull’Etna e alle gole dell’Alcantara… e poi c’è la buona cucina siciliana, arancini, granite, caponata, pasta alla norma 😋, è cultura anche questa!!!(arancini di riso rigorosamente da Cristina e granita da Bambar o dal bar Wunderbar). E poi la magnifica spiaggia di Mazzarò…

E che dire della simpaticissima serata della cena sociale con le rime personalizzate per ciascuna di noi con il nostro nome (divertentissima!), da quelle più scontate a quelle più elaborate, frutto di grande fantasia e creatività. Un’occasione buona per ridere insieme con la serenità, l’amicizia e la solidarietà delle Donne in Corriera.

I riferimenti letterari sono tanti, seguendo anche le preziose indicazioni del libro di Alfio. Percorrendo più volte Corso Umberto, al numero 81, scopriamo l’hotel Viktoria che diede ospitalità a Oscar Wilde e poi il grande albergo di San Domenico dove furono ospiti Thomas Mann, Steinbeck e dove ottenne il premio Taormina la grande poetessa Anna Achmatova nel 1917, a cui è stato dedicato un busto in bronzo presente nel giardino attiguo.

In giro nel centro di Taormina, visitiamo le botteghe artigianali che risalgono al secolo scorso come quella famosa di Daneu che contiene oggetti particolari che sembrano appartenere a un mondo che non esiste più. I Daneu furono gli antiquari della Palermo dei Florio. Entriamo nel negozio e una gentile signora, che secondo Alfio Bonaccorso ha sempre indossato una maglia nera con la collana di perle, conferma questa immagine. Osserviamo gli oggetti meravigliosi e parliamo con questa donna incredibile che si chiama Adriana. La famiglia Daneu è nota in tutta Europa tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento per i ricami e l’arte paesana, è una storia familiare così dilatata nel tempo. Con il suo garbo discreto e semplice eleganza la signora Adriana ci mostra quell’ operosità che è la memoria stessa di Taormina.

“Non c’è letteratura su Taormina che non sia venata di nostalgia, custode di un eco di canti lontani. Una terra di eterna ambivalenza, isola nell’isola, isola-mondo che è stata e continua ad essere rifugio per alcuni, terra di conquista per altri. Ma per tutti sfuggente, estranea” per dirlo con le parole di Alfio Bonaccorso.

Dalla sobrietà del negozio Daneu passiamo al coloratissimo caffè Mocambo che ospita oggi Dolce e Gabbana. Sullo sfondo appare il grande murale realizzato dal pittore francese Christian Bernard, che raffigura una serata al Mocambo con i vari personaggi della Taormina degli anni d’oro. È stato in passato un celebre ritrovo di artisti, scrittori e registi tra cui personaggi come Truman Capote, Tennessee Williams e Michelangelo Antonioni. Il murale è stato conservato anche dopo il restauro del locale. Oggi, con le sue sgargianti mattonelle e disegni variopinti che rasentano il Kitsch, il locale ci mostra comunque una certa originalità, una grande vitalità e allegria.
Il tutto rappresenta un connubio perfetto tra la bellezza della natura e quell’ aspetto architettonico e archeologico così interessante della città.

Per non parlare delle conferenze ascoltate in occasione del festival del libro di Tab@uk, come quella del cardinale Ravasi che ci affascina con i suoi discorsi filologici, passando dalla lingua ebraica a quella greca e mostrandoci il valore della cultura come strumento di pace. Ci spiega con chiarezza e con rigore come il dialogo tra spiritualità, cultura e letteratura ci possa aiutare a comprendere il ruolo della parola nella ricerca di senso dell’uomo.

Tanti sono gli incontri con scrittori interessanti e personaggi famosi.

Infine l’inaugurazione della mostra di Anish Kapoor, tra gli artisti più influenti della scena contemporanea, con i suoi quadri inquietanti con macchie rosse che si dissolvono come materia densa e violenta. E poi la serata di gala con personaggi come Murakami, Dacia Maraini, per citarne solo alcuni, nel maestoso teatro antico, da cui si intravedono l’Etna e le luci di una Taormina illuminata. Bellissimo paesaggio di notte, ma maestoso anche di giorno con il blu intenso del mare e i colori imponenti dell’ Etna. Questa Sicilia non smette di affascinarci, misto di bellezze naturali, storia, cultura, buon cibo, bel mare, e non ultima, la grande gentilezza e disponibilità delle persone.

Un ricordo vivo, al momento, perché appena vissuto, ma credo che resterà a lungo nella nostra memoria per le immagini e le sensazioni di stupore e di bellezza che ci ha lasciato dentro.

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