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Racconti & Commenti  •  13 Maggio 2026

Commento post visita studio a Luino a cura di Enrica Simonetti

Enrica Simonetti condivide la sua riflessione dopo il viaggio studio a Luino, dal 24 al 26 Aprile 2026, sulle tracce di Piero Chiara.
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Racconto e resoconto visita Luino

di Enrica Simonetti


Fiori, pagine e silenzi: primavera a Luino, sul Lago Maggiore, una piccola città dalle grandi storie, che ci ha accolti con il suo splendore naturalistico e culturale. Donne e uomini in Corriera, abbiamo camminato idealmente con Piero Chiara nei luoghi dei suoi romanzi, seguendo le brezze e i personaggi di questo autore intrigante, capace di raccontare un Novecento italiano di provincia che così diverso e a tratti così uguale a quello di oggi.

A pochi chilometri dalla frontiera svizzera, Luino è un luogo di confine, di per sé evocativo e iconico, un paese sospeso tra poesia e realtà, nei cui vicoli abbiamo ritrovato l’aria di quei racconti e le immagini dei film tratti dai romanzi di Chiara, come quel “Venga a prendere il caffè da noi” con Ugo Tognazzi, regia di Alberto Lattuada (1970), fedelissimo a “La spartizione”, uno dei più conosciuti libri dell’autore nato a Luino nel 1913. E’ stato impossibile non pensare alle passeggiate sul lungolago, ai bar del biliardo, ai ladri, alle donne e ai tanti realistici personaggi del romanzo “Il piatto piange”, scritto da Chiara nel 1952 e ancora così immediato, attuale, ironico e surreale. E poi “Il cappotto di astrakan”, “I giovedì della signora Giulia” e i mille racconti che abbiamo mentalmente attraversato, come se fossimo dentro quelle storie strane e ordinarie, languide e comiche, come se stessimo camminando sulle pagine da lui scritte.
Luino è come Chiara, un paese pieno di contrasti e questo rappresenta il perno del suo fascino. La nostra guida esclusiva è stata una delle maggiori esperte di questo grande autore della cosiddetta linea lombarda, Francesca Boldrini, che di Piero Chiara conosce ogni cosa. Sua anche la curatela di un bellissimo volume uscito per Aragno, dal titolo ”In viaggio”, donato a ciascun partecipante al viaggio, un libro che raccoglie i reportage di viaggio di Piero, altra rappresentazione di un’Italia e di un’Europa di quel secolo breve così denso di trasformazioni.

Sì, Piero Chiara scriveva e viaggiava con la sua fantasia, partendo dal microcosmo di Luino fino ad arrivare ai meandri delle menti umane e, forse, ai percorsi del suo animo. E anche noi abbiamo compiuto un altro dei suoi viaggi, quello dentro se stesso e la sua epoca.
E che personaggio si è rivelato il Piero da Luino: scrittore e mercante d’arte, figlio di doganiere che sin da piccolo assorbiva le storie di quei luoghi e di quella gente, autodidatta e non convenzionale; uomo libero e contagiato da ogni tipo di lettura e di cultura. Il viaggio è stato un’immersione totale, nella sua vita e in questo piccolo-grande universo tra modernità e passato, tra Italia e Svizzera, quasi una dogana non solo geografica ma anche umana. Con Francesca Boldrini, siamo andati anche laddove – dominando la vista sul Lago – lavorava suo padre doganiere; abbiamo ritrovato la casa natale; i luoghi dei suoi amori; la stazione delle meraviglie; il palazzo e le cantine dei Branca in cui arrivava il vino di Puglia. Ogni passo una sorpresa: le tracce di una barca enorme costruita nel giardino di casa Branca, il luogo in cui sorgeva la casa d’appuntamento per i ricchi clienti svizzeri, con le ragazze portate in carrozza in giro per la città, con il cancello lasciato a imperitura memoria di quei tempi. Come nelle pagine de “Il piatto piange”, in cui si narra proprio questo angolo di città, anche se l’autore qui non cita mai Luino.

E poi le chiese, gli affreschi, il porto vecchio con la Madonnina altissima poggiata sulla colonna e il murales che evoca quel sentore di donna (“Ti sento, Giuditta”), creato appunto per evocare il pescatore fermo davanti alle acque, intento a sentire i profumi del lago.
E i profumi della carta li abbiamo invece evocati a Palazzo Verbania, nel grande Archivio di Piero Chiara, dove tra lo stile liberty del contenitore e le sue terrazze con vista meravigliosa sull’acqua, abbiamo conosciuto la dottoressa Tiziana Zanetti, che ci ha fatto esplorare tutto il materiale cartaceo e fotografico, persino i carteggi di Chiara con l’amico Sereni o gli originali dei manoscritti dei libri. Questo Palazzo è uno dei tanti ex alberghi che mostrano la grandeur di un tempo, la trendy Luino meta di aristocratici da ogni parte d’Europa, ma è anche la prova di come si possa recuperare e rigenerare con intelligenza un magnifico luogo di cultura, mostrando al visitatore un paese e i suoi talenti, la sua umanità, i suoi eterni romanzi.

Ma non solo Luino. Con Piero Chiara abbiamo viaggiato anche a Cannobio, altra città del Lago Maggiore, dove con Marco Albertella abbiamo visto non solo un paese incantevole, ma abbiamo anche conosciuto l’artista contemporaneo Gianni Cella, visitando in anteprima la mostra dei suoi coloratissimi lavori, tra i quali i “Palloni gonfiati” sparsi per la città, anch’essi simboli di personaggi che – come nei romanzi di Chiara – sono di libera interpretazione: c’è chi può vederci i nostri politici, chi semplicemente un gioco della fantasia.
Dalla scrittura all’arte e poi al collezionismo. Eccoci ad Angera, altra tappa del nostro viaggio, in quel sogno realizzato che è il Kapannone dei Libri di Andrea Kerbaker. Per noi è lì ad accoglierci lo stesso scrittore, docente universitario e direttore artistico, già anima della Kasa dei Libri (da noi già visitata) a Milano. Ad Angera, il nostro “Kerby” è riuscito a compiere un’impresa straordinaria: ha trasformato l’ex capannone di un fabbro in un gigantesco “museo” vivo del libro, dove le sue rarissime collezioni di volumi, numeri zero di riviste, quaderni d’artista e stupefacenti raccolte, permettono al visitatore di fermarsi a leggere, a consultare e a sognare. In particolare, abbiamo visitato la mostra dedicata a Gabriele Basilico, con volumi e raccolte di immagini anche inedite. Kerbaker è una miniera di scoperte e ci ha raccontato e mostrato di tutto: persino la vicenda curiosissima, sconosciuta ai più, di una collana Bompiani con le copertine create da Munari.

Infine, un tramonto indimenticabile: lo abbiamo visto da un eremo sul lago, quello di Santa Caterina del Sasso, pieno di affreschi antichissimi (in uno c’è pure San Nicola!), di arcate e di testimonianze, raccolto tra quella roccia gigantesca e le acque placide del lago, tra fiori bianchi di calla e i trecento gradini di pietra a strapiombo sull’acqua. Tra cielo, monti e quell’aria immobile lacustre che Piero Chiara ha reso universale.

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