
Pubblichiamo un’attenta riflessione della nostra socia Margherita Diana sull’incontro del 12 Marzo “Le infinite incognite: il Corpo e l’Anima”, per la Rassegna “Stati di Natura” de I Dialoghi delle Donne in Corriera 2023.
Essere o non essere questo è il problema…morire, dormire, forse sognare.
L’ultimo incontro sugli stati di natura affronta il tema dell’esistenza dell’anima e della eterna dicotomia tra mente e cuore. Le ospiti sono Antonella Prenner, indomita timoniera del nostro vascello della conoscenza, e Silvia Tosti (nomen omen direi), Ematologa prima e Anestesista poi al Gemelli di Roma. A moderare è, come per tutti gli incontri, Pino Donghi piacevolissima presenza e squisito commentatore. Partiamo da Lucrezio, il nostro caro amico, il quale nel De rerum natura pone l’anima, o meglio l’animus e l’anima, fisicamente all’interno del corpo umano. L’Animus è al centro del corpo, nel petto (cuore) ed è l’equivalente del concetto attuale di mente(cervello). La mente/cuore governa il corpo. L’Anima invece è sparsa per tutto l’organismo e obbedisce alla spinta dell’Animus; sono assolutamente interconnessi. Entrambi sono costituiti da atomi che, nel momento della morte, si disgregano vagando nell’universo per riaggregarsi in altri corpi. Eppure Lucrezio ci esorta a non avere paura: non ha senso temere la morte poiché quando noi siamo, la morte non c’è e, quando la morte c’è noi non siamo più. Nel mondo antico fu il cuore, dunque, la sede della spiritualità, ma la nostra Silvia, “tostissima”, interpellata al riguardo dice: “il cuore è una pompa meccanica…”
Intersecato al tema dell’anima/mente è quello del sogno che per Lucrezio è: “tutto quello a cui ciascuno di noi si applica, o le faccende su cui abbiamo molto indugiato e su cui la mente è stata maggiormente impegnata”. Dunque il nostro motore inarrestabile mente/cuore continua la sua alacre attività ripercorrendo i fatti e le occupazioni della veglia. Ma cos’è dunque il sogno? Una rappresentazione alterata delle nostre paure? Una premonizione? Una comunicazione con altri mondi? Silvia, più “tosta” che mai, commenta in modo preciso, lucido, perfettamente coerente che l’attività onirica è propria di alcune parti del cervello che si attivano in determinate fasi del riposo notturno e che, sottolinea, a volte, possiamo ricordare. La visione della scienza è lo sguardo del disincanto, la forza della ragione che ci permette di evolverci continuamente e di ampliare la conoscenza. Certo è necessario scendere a patti con quel bisogno imprescindibile di trascendenza che ci spinge a immaginare la vita oltre la morte, o quanto meno usare il beneficio del dubbio.
Sarà che l’anima è un artifizio, che il cuore è solo una pompa, sarà che l’umanità è una congettura… Ma la commozione di una bellissima bambina che ascolta la sua mamma disquisire fervidamente di questo mondo e quest’altro, come si dice: fa bene all’anima e al cuore. Dovunque essi siano.
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