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Presentazione del libro “Predatori” di Stefano Nazzi

Per la rassegna “Conversazioni tra i trulli”, Stefano Nazzi presenta il suo ultimo libro “Predatori. I serial killer che hanno segnato l’America” (Mondadori, 2025). Dialoga con l’autore Marco Giorgino.

icona calendario Lunedì 17 Agosto 2026
icona orologio Ore 18:30
icona pin indirizzo La Trullaia di Marco Giorgino e Maria Alessandra De Leonardis - Locorotondo (BA)
Incontro con Stefano Nazzi

Sinossi del libro

Questo libro è il racconto di quell’epoca. Un viaggio dentro la mente dei più spietati predatori americani e di chi ha provato a fermarli.

Ci sono stati anni, in America, in cui il male sembrava annidarsi ovunque. Nei parcheggi bui, ai lati delle strade, nelle case più insospettabili. L’FBI l’ha definita «l’epidemia», l’età dell’oro dei serial killer, che tra gli anni Sessanta e Novanta furono quasi duemila. Uccidevano in silenzio, con metodo, con fantasia e, spesso, con una faccia rassicurante. «Siamo i vostri figli, siamo i vostri mariti, siamo dappertutto» ha detto Ted Bundy, uno dei più famosi. E aveva ragione. Con la sua prosa intensa e incalzante, Stefano Nazzi ripercorre quei decenni bui, portandoci nelle menti di alcuni dei più spaventosi serial killer americani. Come John Wayne Gacy, che vestiva da clown alle feste per bambini e seppelliva adolescenti sotto casa. Edmund Kemper, il gigante gentile che discuteva con gli agenti di Shakespeare e poi tornava a sezionare cadaveri. David Berkowitz, il Figlio di Sam, che diceva di agire per ordine di un labrador posseduto dal demonio. E ancora, Dennis Rader, padre di famiglia e tecnico della sicurezza, che si firmava BTK – «Bind, Torture, Kill» – e Aileen Wuornos, che sosteneva di uccidere per difendersi, ma lo fece sei volte, a sangue freddo. E come Ted Bundy, colto, brillante, magnetico, «un tipico ragazzo americano che uccide tipiche ragazze americane». Accanto a loro, ci sono le storie delle donne e degli uomini che li hanno inseguiti, studiati, catalogati. Negli scantinati di Quantico, due agenti dell’FBI, Robert Ressler e John Douglas, iniziarono ad analizzare i profili degli assassini seriali e poi a parlare con loro. Insieme alla psicologa Ann Burgess, visitarono le carceri di massima sicurezza e intervistarono trentasei serial killer. Da quelle conversazioni nacque il profiling, l’idea che dietro l’apparente caos ci fosse un metodo e che dunque si potessero prevedere azioni imprevedibili. Fu Ressler a coniare il termine «serial killer», Douglas ne tracciò le prime tipologie. Cercarono schemi, modelli, ricorrenze. Furono i primi mindhunters, i cacciatori della mente.

Biografia dell'autore

Stefano Nazzi è un giornalista, podcaster e autore italiano. Ha un blog, Kronaka.it, dove racconta storie d’attualità, spesso di cronaca nera. Tematica protagonista anche nel suo podcast di successo, Indagini, per il Post. Nel 2011 Laterza pubblica Kronaka. Viaggio nel cuore oscuro del Nord. Seguono per Mondadori nel 2023 Il volto del male, nel 2024 Canti di guerra e nel 2025 Predatori. I serial killer che hanno segnato l’America.

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